#223. Ex-Otago: Marassi

ex-otago-marassi-cover-650x650Il 2016 è stato l’anno in cui, nella scena musicale italiana, molte delle categorie tradizionali sono saltate: artisti finora considerati indie hanno iniziato a essere proposti in airplay radiofonico, alcuni di loro hanno composto brani per colleghi più famosi, questi ultimi hanno cercato soluzioni sonore meno convenzionali e in generale si è assistito a un confluire di moltissime esperienze, mainstream e non, nella grande corrente del pop elettronico, quello per intenderci che fa grande uso di sintetizzatori e che poggia su un attento ed elaborato lavoro di produzione. Ha sempre meno senso dunque distinguere tra pop e indie, tra musica d’autore e melodia italiana: siamo immersi in una dimensione spazio-temporale circolare in cui tutto ritorna e gli input che provengono da luoghi altri nel tempo e nello spazio producono infinite variazioni sullo stesso tema. ex-otago-2016Questo è il contesto in cui ritornano gli Ex-Otago, formatisi a Genova nel 2002 e arrivati al traguardo del quinto album con Marassi. Il titolo è l’omaggio al quartiere in cui sono nati e cresciuti: una Genova, come loro stessi hanno spiegato, molto diversa da quella raccontata da De Andrè, “un quartiere di supermercati e palazzi, di pini domestici e platani, di palestre di boxe e di zumba, di relazioni sull’autobus, di vita. Lo stadio e il carcere, indiscussi grandi monumenti. Gli anziani guardano i cantieri, i giovani fanno le impennate con lo scooter”. Una citazione necessaria per capire la grande capacità narrativa di questa band, l’occhio per il dettaglio, lo sguardo disincantato e tenero allo stesso tempo: agli Ex-Otago non serve spaziare troppo con lo sguardo, Marassi è un luogo quasi metaforico, una periferia come ce ne sono migliaia e che chi è cresciuto in periferia riconosce come luogo dell’anima, come parte imprescindibile di sé. L’album, prodotto da Matteo Cantaluppi già al lavoro con l’ottimo Completamente Sold Out dei Thegiornalisti, proprio con quest’ultimo ha in comune l’ampio uso di sintetizzatori, una certa atmosfera dream pop e una irresistibile leggerezza di fondo: allo stesso tempo, però, con quello sguardo disincantato e tenero di cui sopra, nonché con un intuito notevole per le melodie orecchiabili, viene messa in musica la delicata presa di consapevolezza di una generazione che, nonostante le critiche e i luoghi comuni (I Giovani d’Oggi), affronta la realtà senza mai perdere in leggerezza e ironia.

La mia preferita è: Mare

Ma io ti consiglio anche: Quando Sono Con Te, Cinghiali Incazzati, I Giovani d’Oggi

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di wwayne wwayne ha detto:

    Da quello che scrivi mi sento di consigliarti questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2016/11/12/i-mitici-anni-80/. Per noi amanti della musica è davvero imperdibile. L’ha già visto?

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  2. Avatar di theswissbride theswissbride ha detto:

    Ancora non l’ho visto ma ne ho sentito parlare entusiasticamente da molte persone… Rimedierò sicuramente, visto che adoro non solo la musica ma anche gli anni 80. Grazie della dritta e torna a trovarmi!

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    1. Avatar di wwayne wwayne ha detto:

      Anch’io ti accoglierò sempre a braccia aperte nel mio blog. In fondo a questa pagina puoi trovare l’elenco dei cinema italiani che (almeno per oggi e domani) proiettano ancora Sing Street: http://www.mymovies.it/film/2016/singstreet/. Grazie a te per la risposta! 🙂

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