#228. M83: Junk

5ed0c785Anthony Gonzalez, la mente dietro al progetto M83, è un trentacinquenne francese che, come molti di noi, ha vissuto la propria infanzia negli anni Ottanta, in un microcosmo culturale fatto di sitcom, film fantascientifici, muzak da centro commerciale, colonne sonore roboanti e superstar della pop music. Un mondo a cui evidentemente legare un’immagine di innocenza e spensieratezza, e al quale Gonzalez sembra aggrapparsi con tutte le forze, trasformando il suo intero progetto musicale nel tentativo di recuperare, scavando fin dove è possibile, quelle atmosfere e quelle sensazioni. Il precedente album Hurry Up, We’re Dreaming, ormai uscito cinque anni fa e di cui proprio il blogghino aveva parlato entusiasticamente (https://milleoccasionidifesta.wordpress.com/2011/12/16/occasione-di-festa-numero-123/), riusciva perfettamente nell’intento di creare la colonna sonora della ri-materializzazione della voglia di sognare e dell’ottimismo tipico dei bambini, costruendo un coerente unicum fatto di suggestioni cinematografiche, chitarre new wave e pop music anni Ottanta. screen-shot-2016-01-12-at-10-49-53-amIn questo suo successore intitolato significativamente Junk (‘spazzatura’) Gonzalez approfondisce uno di questi aspetti: l’esplorazione di una certa musica anni Ottanta, quella appunto più disprezzata, popolare, legata all’esplosione consumistica e edonistica di un decennio che spesso si vuole dimenticare. Qui i rimandi al cinema sono ridotti all’osso e si strizza l’occhio al mondo del tubo catodico, in particolare delle sitcom e della pubblicità. Ecco dunque un eterogeneo collage di canzoni, spesso coadiuvate da ospiti ottimamente diretti, tutte costruite attorno a stratificate linee di sintetizzatore, assoli di sax e di chitarra, arrangiamenti elettronici, ritmiche sintetiche. Un pop spesso stucchevole e/o insapore, prodotto e suonato benissimo ma il più delle volte una mera riproposizione di qualcosa di già esistente, peraltro senza il filtro e la rielaborazione ironica o epica del precedente album. Un ascolto godibilissimo ma che lascia più di un dubbio sulla sua permanenza nella nostra memoria. Sicuramente un viaggio nel tempo, per noi figli degli anni Ottanta: ma che rischia di interrompersi bruscamente alla fine dell’ultima canzone, senza lasciare traccia.

La mia preferita è: Solitude

Ma io ti consiglio anche: Time Wind (feat. Beck), Go! (feat. Mai Lan & Steve Vai), Sunday Night 1987

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