#226. Chance the Rapper: Coloring Book

c5e30897Davvero un anno memorabile il 2016 per il ventitreenne di Chicago Chancelor Bennet, in arte Chance the Rapper. Apparso in uno dei featuring più incisivi dell’anno, ovvero nella già magnifica Ultralight Beam del suo mentore e concittadino Kanye West, Chance riesce proprio laddove il maestro fallisce: se infatti l’album di West The Life of Pablo è, per ammissione dello stesso, “un album gospel con qualche bestemmia”, in Coloring Book assistiamo alla consacrazione definitiva del genere gospel rap, senza cadute di stile o deliri di onnipotenza ma con un’impressionante visione d’insieme e una maturità insolita per un artista così giovane. Nonostante la sua umiltà e innegabile simpatia (caratteristiche che normalmente non si confanno alla maggioranza dei rapper), Chance è perfettamente consapevole di essere l’esponente di maggior rilevanza, insieme a Kendrick Lamar, del nuovo hip hop: introspezione, spiritualità, impegno civile, forza dialettica i loro codici narrativi, valorizzati da scelte musicali che, partendo dalla grande tradizione afroamericana, vengono riattualizzate e adattate alle nuove, dolorose urgenze espressive degli ultimi anni. Ma se Lamar mantiene un atteggiamento più laico e asciutto, servendosi degli spunti forniti dal jazz e dal funk, Chance vola alto, si rivolge continuamente a Dio, cita il Vangelo con l’aiuto della tradizione gospel e soul. Nessun intento predicatorio, però, né una visione edulcorata della vita: Chance ci mostra semplicemente che la luce può splendere tanto più forte quanto più siamo circondati dal buio. skrillex-chance-rapper-hundred-waters-remix-sumney-rhyeChance non pone questioni, né si limita a una fredda cronaca: vuole ispirare, innalzare chi ascolta. Questa è la prima chiave di lettura di un album gioioso che, togliendo qualche episodio eminentemente rap che per i non appassionati può risultare trascurabile, coinvolge e incanta anche i non credenti. La seconda chiave di lettura, più sottile ma in prospettiva più interessante, è l’approccio dell’artista Chance the Rapper quale outsider di successo nell’industria discografica hip hop (e non solo). Chance infatti, per sua stessa scelta, non è sotto contratto con nessuna etichetta tuttavia quest’album, uscito esclusivamente in digitale e GRATIS nelle prime settimane, ha venduto qualcosa come l’equivalente di 230 mila copie in pochi mesi ed è riuscito nientemeno che a far modificare il regolamento dei Grammys permettendo la candidatura anche a quegli album non usciti sui canali di vendita tradizionali. Questa integrità, la possibilità di fare musica in totale libertà contando sul supporto di una fanbase ma anche di una comunità (quella di Chicago) pronte a spendersi e a restituire il suo impegno di artista e attivista, indicano che un’altra strada è possibile, che dalla follia di copie vendute e streaming in esclusiva ci si può affrancare e che, col dovuto talento, si possono riscrivere le regole del gioco.

La mia preferita è: Finish Line / Drown (feat. T-Pain, Kirk Franklin, Eryn Allen Kane & Noname)

Ma io ti consiglio anche: All Night (feat. Knox Fortune), Same Drugs, Angels (feat. Saba)

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