#225. KING: We Are KING

9a724c28Sade, Anita Baker, Janet Jackson, Erykah Badu ma soprattutto il primo Stevie Wonder e il Prince più mellifluo: questi sono i riferimenti più evidenti riscontrabili nell’album di debutto delle KING, trio R&B originario di Los Angeles che, dopo uno scarno ma incantevole EP giunto alle orecchie proprio del nostro adorato genio di Minneapolis, lo ha seguito in tour raccogliendo plausi unanimi dagli addetti ai lavori. Ma attenzione perché le tre ragazze non sono la classica girl band messa insieme a tavolino per lanciare la carriera della stella di turno: le KING infatti sono musiciste e compositrici e hanno scritto, arrangiato, prodotto, suonato e cantato interamente questo loro primo, sorprendente album. king-2-of-2We are KING è un compatto, atmosferico monolite di suoni vaporizzati e sensuali che riproduce in musica i suoni leggeri, morbidi e ondulatori del nostro respiro: attraverso evocazioni invece che racconti, mugolii al posto di voci spiegate, armonizzazioni accurate e suoni stratificati, tematiche di amore, fuga, sospensione e consapevolezza. Un album zen? Sicuramente, nel suo saper raggiungere uno stato meditativo che ci pone in diretta connessione con le artiste, pur non sottraendo neanche per un attimo piacevolezza all’ascolto. Un album fuori dal tempo e che tuttavia suona perfettamente moderno grazie ai suoi rimandi al dream pop, pur rifacendosi in modo filologico soprattutto alle atmosfere di un certo R&B anni Novanta. Un album che richiede tempo, silenzio, pc e smartphone spenti e uno spazio tutto per sé: una calda coccola di cachemire, un rifugio per introversi romantici.

La mia preferita è: Supernatural (Extended Mix)

Ma io ti consiglio anche: The Greatest, Oh, Please!, Native Land

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