#224. Jeff Buckley: You and I

152852588-03968b8c-9265-4139-8efb-14eaa3af5c54Nel 2017 ricorrerà il ventesimo anniversario della morte di Jeff Buckley: il talentuoso cantante e chitarrista, che quest’anno avrebbe compiuto cinquant’anni, in un giorno qualunque di maggio annegò tragicamente nelle acque del fiume Mississippi. La sua morte prematura, come spesso accade, lo condusse di diritto nell’Olimpo dei miti, sebbene il suo sbalorditivo lascito fosse costituito da una quantità di materiale molto esigua: l’EP di esordio Live at Sin-é, l’album ormai leggendario Grace e le testimonianze sonore della sua significativa attività dal vivo. Da allora sono state pubblicate raccolte, live albums e demo e il qui presente You and I, il quinto della serie postuma, probabilmente – e auspicabilmente – esaurisce le possibilità di ulteriore sfruttamento dell’eredità di Buckley. Unico elemento di interesse rispetto agli altri album post mortem è il contesto in cui collocare quest’ultima raccolta: si tratta del materiale inciso allo Shelter Island Sound Studio del produttore Steve Addabbo nel 1993, prima cioè che Jeff registrasse i brani del capolavoro Gracejeff_buckley_1080p_wallpaper_by_toemass202-d6xjo6aQuest’attimo di grazia prima dell’esplosione del talento è uno scrigno di potenzialità, alcune delle quali rimaste tristemente inespresse: su dieci brani ben otto sono cover, da Bob Dylan agli Smiths, dai Led Zeppelin a Sly and The Family Stone, ampiamente rodate dal vivo ma che poco aggiungono al suo mito. I rimanenti due sono esattamente il Jeff che sarà e quello che non potrà mai essere: c’è una versione demo, viscerale e imperfetta, della futura Grace, e l’embrione fantasmatico che dà il titolo all’album, un’ipotesi di brano in cui la voce narrante dello stesso Buckley racconta una storia apparsagli in sogno in cui, sotto lo spettro incombente dell’AIDS, compaiono una band in un auditorium e una giovane coppia intrappolata in una relazione possessiva. Nelle intenzioni di Mary Guibert, la madre di Jeff Buckley che ne ha da sempre curato il catalogo postumo, You and I riproduce un’esperienza di ascolto intima in cui la voce di Jeff ci parla a tu per tu, come non ci fosse nessun altro al mondo. Ma è una voce, per quanto già potente ed espressiva, ancora immatura, imperfetta, talvolta persino sgradevole, e sicuramente Jeff non avrebbe mai permesso che questi demo venissero alla luce. Ciò che realmente appare qui degno di attenzione è ascoltare Jeff prima che si rendesse conto di ciò che era capace di fare: ma ora sarebbe il momento di lasciarlo andare, così come si fa con le persone amate che non ci sono più.

La mia preferita: I Know It’s Over

Ma io ti consiglio anche: Just Like a Woman, Dream of You and I, Everyday People

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