
Affascinante, il personaggio di Sia: un’artista rimasta in sordina fino a qualche anno fa dopo una deludente carriera di vocalist che l’aveva portata sull’orlo dell’esaurimento, e che vede in questo inciampo l’opportunità di esplorare nuove modalità di fare musica. Ripartendo dalle retrovie, scrivendo brani per le superstar pop del pianeta e infine, trovato nuovamente il coraggio di esporsi in prima persona, nascondendosi dietro una buffa parrucca o dando le spalle al pubblico per preservare privacy e salute mentale. Questa resilienza, che la vede oggi trionfare da outsider nel pop mainstream, è anche la chiave di quest’album, un’operazione interessante per come riesce a svelare alcuni dei meccanismi che stanno dietro alla fabbricazione del pop da classifica: perché This is Acting è la raccolta delle canzoni da lei composte per artiste come Adele, Beyoncé, Rihanna, Shakira e altri che queste hanno rifiutato e che lei si riprende non solo valorizzandone le caratteristiche ma anche mimetizzandosi in questa o quella star (Questo è recitare, per l’appunto dice il titolo).
Nessun dramma da rifiuto: Sia ama talmente queste sue creature da voler mostrare a tutti che un potenziale espressivo, comunque, c’era. Si potrebbe magari fare un discorso sulla qualità delle canzoni, che pur caratterizzata da pregevoli episodi è altalenante e discontinua (nessuno dei brani proposti si avvicina minimamente al suo capolavoro Chandelier). Oppure parlare delle sbalorditive doti vocali e interpretative di Sia, oggi una tra le migliori interpreti al mondo: ma non è questo il punto. L’album è il disvelamento di quella che potremmo forse chiamare la grande, eterna truffa del pop da classifica, oggi più attuale che mai: il prodotto finito, molto spesso, non è l’espressione del mondo di un artista ma una canzone che, scritta da qualcuno che lo fa (benissimo) per professione, risponde perfettamente alle leggi di mercato, rendendo dunque irrilevante l’identità del suo esecutore materiale. Anche per artisti che, a onor di verità, brillano per talento e capacità, oggi è più importante il brand, il marchio, la riconoscibilità, la spendibilità commerciale, piuttosto che la stessa musica: un compromesso imprescindibile, da cui riescono a salvarsi davvero in pochi.
La mia preferita: Bird Set Free
Ma io ti consiglio anche: Cheap Thrills, Sweet Design, Broken Glass