Kanye West non sta tanto bene. Anzi, diciamo che è stronzo, megalomane e secondo me pure maniaco depressivo. Se la cosa vi incuriosisce, fate un salto su Google o YouTube e ne avrete per l’intera giornata (http://www.youtube.com/watch?v=1z8gCZ7zpsQ). Ciononostante, più una persona impegna tutte le sue forze a farsi odiare, più a me sta simpatico. Non solo. Se poi si fa perdonare con un disco come quello che ho per le mani oggi… Beh, ci sarà sempre un posto per lui nel mio sovraffollato i-Pod. Perché alla fine “non ci interessa la persona, ma l’artista” (…).
Il disco ha un titolo che è già tutto un programma: My Beautiful Dark Twisted Fantasy. Questo titolo è il manifesto programmatico di un tizio che, in un’epoca in cui ciascuno di noi ha la possibilità di esserci, di fare parte di qualcosa col proprio talento o presunto tale, arriva e alza enormemente la posta in gioco. Artisticamente parlando, si intende sempre. Less is more non è il detto preferito di Kanye. Lui dà e chiede tantissimo a chi lo segue: dà un album che è una summa compiuta e organica di generi musicali, e chiede pazienza, ripetuti ascolti, capacità di immergersi completamente in questa geniale follia artistica.
C’è tutto: l’hip hop, ovviamente. L’R’n’B. L’elettronica. Il rock. Gli arrangiamenti orchestrali. Le ballads. Le invettive. I mea culpa. Un’infinita quantità di samples. Una valanga di ospiti (cito a caso: Rihanna, Fergie, John Legend, Elton John, Alicia Keys solo in All of the lights; e poi Jay-Z, Nicky Minaj, Kid Cudi, Bon Iver e altri sparsi qua e là… vado avanti o vi basta?). Testi continuamente oscillanti tra alto e basso, euforia e depressione, autoesaltazione e dubbio. Sinceri fino alla nudità, senza timore del giudizio altrui. Invincibile e vulnerabile a un tempo, si dona al suo pubblico completamente.
A me personalmente questo approccio musicale piace. Piace chi rischia e si espone, convinto delle sue possibilità. Chi riesce a ispirare, a dare spunti di riflessione, a esplorare l’ampio spettro delle emozioni servendosi dei mezzi di cui dispone. Chi si sporca, per dirla breve. Poi è chiaro: Kanye ha tanti soldi, si circonda di quelli che lui considera i migliori artisti e i migliori produttori in circolazione, gli piacciono le belle macchine e le belle donne, e alle sfilate è più presenzialista delle stesse modelle. Questo suo atteggiamento, tuttavia, sembrerebbe parte integrante di una generica e personale rincorsa al bello assoluto piuttosto che uno sfoggio compiaciuto di ciò che vuole ed effettivamente può permettersi.







